Le grandi Opere

OPERA

Le più grandi Opere del panorama classico come "La Traviata" di Giuseppe Verdi, "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, "Tosca" Giacomo Puccini, "Così fan tutte, ossia la scuola degli amanti" di Wolfgang Amadeus Mozart.

Tosca

Tosca è un’opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.

Il libretto fu ricavato dal dramma omonimo di Victorien Sardou, ma fu ridotto da cinque a tre atti e snellito di molti particolari che costituivano la cornice storica realistica del dramma in prosa; vennero inoltre eliminati moltissimi personaggi secondari, tra cui Giovanni Paisiello, che compariva in persona alle prese con la famosa cantante, e la vicenda si concentrò principalmente sul triangolo Scarpia – ­Tosca – Cavaradossi, delineando le linee principali dei caratteri, anche se a scapito delle concatenazioni logiche degli avvenimenti. Il dramma dell’amore perseguitato interessava Puccini più del grande affresco storico condito di delitti e di sangue. Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione. Il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido, caratterizzato da incisi tematici brevi e taglienti, spesso costruiti su armonie dissonanti, come quella prodotta dalla successione degli accordi del tema di Scarpia che apre l’opera: Si bemolle maggiore, La bemolle maggiore, Mi maggiore (il primo e l’ultimo dei quali in relazione di tritono). La vena melodica di Puccini ha modo di emergere nei duetti tra Tosca e Mario, nonché nelle tre celebri romanze, una per atto (“Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle”), che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda. L’acme drammatico è invece costituito dal secondo atto, che vede come protagonista il sadico barone Scarpia, nel quale l’orchestra pucciniana assume sonorità che anticipano l’estetica dell’espressionismo musicale tedesco

Così fan tutte

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti, è un’opera lirica in 2 atti di Wolfgang Amadeus Mozart.

È la terza ed ultima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte.
Raffinato gioco linguistico, con echi di Ariosto, infatti, il nome di Dorabella deriva dalla fusione di Doralice e Isabella, che con Fiordiligi sono tra i personaggi dell’Orlando Furioso: ecco perché Da Ponte fa vivere a Napoli delle dame ferraresi.
La prima rappresentazione ebbe luogo al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, ma continua a piacere anche nel terzo millennio.
Il segreto della sua longevità è nella magia della musica mozartiana, nella storia arguta e intrigante di una scommessa pericolosa, raccontata con maestria dai versi di Lorenzo Da Ponte, che mette alla prova la saldezza dei sentimenti per rivelare tutta la fragilità dell’essere umano.
Questa opera che è stata condannato come immorale, dopo le prime rappresentazioni, è oggi considerata, da molti intenditori, come una fra le migliori opere di Mozart: una commedia di costume perfidamente seducente ed erotica nell’inganno amoroso (e auto-inganno) di entrambi i sessi.

Il Barbiere di Siviglia

Il Barbiere di Siviglia è un’opera lirica di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais.

Il titolo originale è Almaviva, ossia l’inutile precauzione. Il libretto era stato già musicato l’anno prima da Francesco Morlacchi. Prima di lui, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782.
La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina, a Roma, e terminò fra i fischi. A provocarli, secondo i pettegolezzi dell’epoca, sarebbero stati gli impresari di un teatro concorrente, il Teatro Valle; secondo altri, la colpa fu di alcuni seguaci di Paisiello e della sua versione dell’opera. Il solo annuncio che Rossini stava preparando una nuova versione del Barbiere di Siviglia aveva suscitato non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che all’epoca Paisiello era ancora vivo.
Il fiasco della prima fu però riscattato immediatamente dal successo delle repliche, e l’opera di Rossini finì presto per oscurare la precedente versione di Paisiello.
Il contralto Geltrude Righetti Giorgi fu la prima Rosina della storia mentre il ruolo di Almaviva fu affidato al grande tenore spagnolo Manuel García.

La Traviata

La Traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio), «La signora delle camelie».

Viene considerata l’opera più significativa e romantica di Verdi e fa parte della “trilogia popolare” assieme a Il trovatore e a Rigoletto.
La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ma, a causa soprattutto d’interpreti non all’altezza e della scabrosità dell’argomento (vista l’indicazione della contemporaneità all’epoca), si rivelò un sonoro fiasco; ripresa l’anno successivo con l’interpretazione di un cast più valido e retrodatando l’azione di due secoli (cosa che si manterrà nelle rappresentazioni successive fino agli inizi del ‘900) riscosse finalmente il meritato successo.

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